Chi decise di insediarsi nel territorio di Pesaro (che ancora non esisteva) prima dei Romani  fece una scelta molto attenta: costruì le abitazioni nel luogo più alto, dove passava vicino il fiume Foglia (ne parleremo nella tappa n.5), che proteggeva ma era anche utile per il trasporto di merci, con un naturale approdo al mare. Ciò che resta di questo insediamento preromano è visibile tra via delle Caligarie e via Mazza, dietro la scuola don Gaudiano e si tratta di popolazioni probabilmente picene. Sono semplici capanne con fondazioni in ciottoli di fiume fluviali,  una superficie di argilla e tetto in laterizi. Dai  reperti è possibile pensare che  l’occupazione di questo spazio  sia avvenuta tra la fine del VI secolo a.C. fino agli inizi del IV secolo a.C. e numerosi frammenti di ceramica attica evidenziano importanti rapporti commerciali con il mondo greco.

Anche se una leggenda racconta che arrivarono qui seguendo il volo di un corvo, in realtà i Piceni si insediarono nel territorio intorno alla attuale Pesaro perché trovarono colline dolci e fertili dove coltivare, il fiume utile per trasportare e per irrigare e il mare vicino per i commerci.

L’insediamento più interessante che gli archeologi hanno trovato è quello a Novilara, nei fondi Molaroni e Servici (https://www.almaloci.com/mappe/sentiero-santa-croce). Qui è stata ritrovata un’intera necropoli, i cui resti sono conservati nel Museo Oliveriano ( tappa n.6). 

Nel Museo delle Colline a Novilara sono conservati alcuni manufatti originali, soprattutto gioielli, e copie di Steli e di sepolcri.